Castrovillari. Agricoltori al quarto giorno di protesta: «Siamo invisibili»

Quarto giorno di presidio per gli agricoltori del Cosentino che protestano contro il caro carburanti e l’aumento dei costi che rendono sempre più difficile portare avanti il lavoro nei campi. La mobilitazione prosegue al quadrivio di località Bianchino, punto d’innesto tra la Statale 241 e la Provinciale 174, lungo il collegamento tra Castrovillari e lo svincolo autostradale Firmo-Sibari.

A dare voce alla protesta – come riporta ANSA –  è Anna Schettino, portavoce del comitato degli agricoltori di Cassano, Castrovillari, Firmo e Cerchiara, che denuncia la stanchezza dei manifestanti e, soprattutto, la sensazione di essere lasciati soli. «Ci sentiamo invisibili», afferma, indicando nella scarsa partecipazione dei cittadini, nel limitato interesse dei media nazionali e nell’assenza dei rappresentanti politici regionali alcuni dei motivi di maggiore amarezza.

La questione centrale resta la sostenibilità economica dell’attività agricola. Il costo del carburante, sottolinea Schettino, incide direttamente sulla possibilità di lavorare e di mantenere le aziende. «Noi invisibili non riusciamo a lavorare se i prezzi del carburante restano questi», dichiara la portavoce, richiamando il valore del lavoro come diritto e la necessità di tutelare la dignità di chi ogni giorno contribuisce alla produzione alimentare.

Nel suo intervento, Schettino rivendica il ruolo degli agricoltori nella vita economica e sociale del Paese, ricordando i sacrifici quotidiani di chi si alza all’alba per svolgere il proprio lavoro. Da qui l’appello alla comunità e alle istituzioni affinché la protesta non venga ignorata e le difficoltà del settore trovino ascolto.

La critica si rivolge in particolare alla rappresentanza politica regionale, chiamata dalla portavoce a dare risposte concrete anche in considerazione del consenso ricevuto dagli elettori. «Il nostro grido di aiuto non può e non deve essere ignorato», afferma Schettino, invitando altri cittadini a unirsi alla mobilitazione.

Il presidio di Bianchino continua così a essere il punto di riferimento della protesta degli agricoltori del territorio, che chiedono attenzione e interventi capaci di affrontare il peso dei costi di produzione e garantire condizioni sostenibili per il lavoro agricolo.

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