La protesta degli autotrasportatori e le difficoltà negli approvvigionamenti di carburante iniziano a incidere sui servizi essenziali in Calabria. Nel Crotonese la raccolta dei rifiuti subisce ritardi per il blocco dei conferimenti all’impianto di trattamento di Ponticelli. Nel Tirreno cosentino, invece, alcuni Comuni hanno già annunciato la sospensione della raccolta porta a porta, mentre sono a rischio anche gli scuolabus e le forniture di beni di prima necessità.
La mobilitazione degli autotrasportatori sta producendo ripercussioni sempre più evidenti sui territori calabresi. A Crotone, la raccolta dei rifiuti urbani sta subendo rallentamenti a causa dell’impossibilità di conferire i materiali all’impianto di trattamento meccanico-biologico di località Ponticelli. In una nota congiunta, Comune di Crotone e Akrea, la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento, hanno comunicato che la struttura non sta accettando conferimenti, impedendo lo scarico degli automezzi e compromettendo il regolare svolgimento dei turni.
La situazione coinvolge anche gli altri centri della provincia. L’impianto di Ponticelli serve infatti tutti i 27 Comuni del Crotonese e le piattaforme di accumulo risultano piene, perché i mezzi incaricati di trasferire i rifiuti verso le discariche e i centri di riciclo non stanno viaggiando a causa della protesta dei Tir.
Comune e Akrea hanno precisato che le difficoltà dipendono da fattori esterni alla capacità organizzativa della società, che sta adottando le misure concretamente praticabili per contenere i disagi e garantire, per quanto possibile, la continuità del servizio.
Le conseguenze della mobilitazione si fanno sentire anche nel Tirreno cosentino, dove alla difficoltà nel trasferimento dei rifiuti si aggiunge la carenza di carburante. A Praia a Mare e Tortora, le ditte affidatarie del servizio di igiene ambientale hanno comunicato la sospensione della raccolta porta a porta a partire da oggi, invitando i cittadini a non esporre i rifiuti in strada per evitare accumuli e ulteriori disagi.
Secondo quanto riferito da diversi sindaci, problemi analoghi potrebbero presentarsi nelle prossime ore anche in altri centri, tra cui Scalea. Le amministrazioni locali intendono chiedere al prefetto di Cosenza una corsia preferenziale per i mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti, con l’obiettivo di garantire la continuità del servizio e scongiurare conseguenze sul piano igienico-sanitario.
Le criticità riguardano anche il trasporto scolastico. Alcuni Comuni hanno già ridotto il numero dei mezzi in circolazione, come nel caso di Sangineto, mentre a Verbicaro la situazione è particolarmente difficile. Nel centro montano, infatti, l’unico distributore presente sul territorio è rimasto senza carburante e un nuovo rifornimento, secondo quanto riferito dal sindaco Felice Spingola, non sarebbe previsto prima di dieci giorni.
«Tutti i servizi sono a rischio», ha dichiarato il primo cittadino, evidenziando anche le possibili conseguenze per le scuole. Se le temperature dovessero scendere, ha spiegato, potrebbe diventare necessario valutare la chiusura degli istituti per l’impossibilità di garantire il riscaldamento.
Alle difficoltà dei servizi pubblici si aggiungono quelle nella distribuzione delle merci. Nei punti vendita del Tirreno cosentino si segnalano scaffali vuoti soprattutto nei reparti dei prodotti freschi, come ortofrutta e carne, che dipendono da consegne frequenti. Le carenze iniziano a interessare anche latticini, salumi e prodotti da forno, mentre si registrano difficoltà persino negli espositori dell’acqua imbottigliata.
La situazione resta legata all’evoluzione della protesta e alla ripresa dei trasporti. Intanto, nei territori interessati, cresce la preoccupazione per le ripercussioni sui servizi comunali e sulla disponibilità dei beni di consumo, con le amministrazioni impegnate a limitare i disagi per cittadini e famiglie.






