Si chiude con una pronuncia di non luogo a procedere la posizione giudiziaria di Pasquale Condello, storico esponente della ‘ndrangheta reggina conosciuto come il “Supremo”, coinvolto nel procedimento Meta bis, nato dagli sviluppi di una vasta indagine del Ros che nel 2010 portò a numerosi arresti.
Il gup di Reggio Calabria, Stefania Rachele, ha stabilito il proscioglimento dell’imputato ritenendo accertata l’incapacità irreversibile di partecipare coscientemente al processo.
La posizione di Condello era stata in precedenza separata da quella degli altri imputati proprio a causa delle sue condizioni di salute. Nel procedimento era accusato, insieme ad altri presunti vertici della criminalità organizzata, di fare parte di un organismo direttivo ritenuto sovraordinato alle attività delle cosche operanti nel Reggino.
Nel corso dell’udienza preliminare, la difesa, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Alvaro, aveva chiesto una perizia psichiatrica finalizzata a verificare la capacità dell’imputato di stare in giudizio. Il consulente nominato dal giudice avrebbe concluso per l’incapacità processuale di Condello.
La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, pur prendendo atto degli esiti della consulenza, aveva chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato, sostenendo che gli elementi raccolti non fossero sufficienti a dimostrare il carattere irreversibile della condizione accertata.
Secondo quanto emerso durante il procedimento, Condello, detenuto al 41-bis nel carcere di Milano Opera, avrebbe sempre rifiutato di collaborare con i medici. Per questo motivo la perizia è stata elaborata principalmente sulla base della documentazione sanitaria e degli atti relativi al suo percorso detentivo.
La difesa ha invece sostenuto che gli accertamenti svolti fossero idonei a dimostrare non soltanto l’attuale incapacità dell’imputato, ma anche la sua irreversibilità nel tempo.
Il giudice ha accolto questa impostazione, disponendo il non luogo a procedere e sciogliendo Condello dalle accuse contestate nel processo Meta bis. Le motivazioni della decisione saranno rese note con il deposito del provvedimento, previsto entro 30 giorni.






