Agguato a Cassano. Teatro gremito per “Giù le mani dalla città”, Savino: “questa è l’ora di reagire”

A Cassano allo Ionio si è tenuta l’assemblea pubblica ‘Giù le mani dalla città‘ convocata e fortemente voluta dal sindaco Gianpaolo Iacobini e dal vescovo e vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino a due giorni dall’agguato mafioso nel quale è stata uccisa Silvana Sibarelli, 64 anni, compagna del presunto boss Damiano Pepe.

Il teatro comunale era gremito: presenti tanti sindaci tra i quali quelli di Cosenza e Corigliano-Rossano, i Consiglieri regionali Rosellina Madeo e Ferdinando Laghi, don Ennio Stamile, don Marcello Cozzi, forze dell’ordine, associazioni, tanti giovani e cittadini.

“Giovedì mattina – ha detto Iacobini aprendo i lavori – è stato convocato a Cosenza, in Prefettura, il tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. In quell’occasione chiederò maggiore attenzione per Cassano e, soprattutto, metterò a disposizione dello Stato dei locali di proprietà comunale per l’istituzione di ulteriori presidi sul nostro territorio, come un posto di Polizia o un Gruppo di carabinieri forestali. Questa non è l’ora di chi si rifugia nella rassegnazione e nel silenzio – ha aggiunto il sindaco – abbiamo il dovere di testimoniarlo quali rappresentanti delle istituzioni e faremo un po’ di rumore perché questo sia chiaro innanzitutto a noi stessi, ancora prima che a chi è più lontano rispetto a questi luoghi“.

Subito dopo è intervenuto monsignor Savino richiamando ognuno alle proprie responsabilità: “Mi permetto di dire che questa è l’ora di reagire, questa è l’ora del coraggio. Oserei ancora di più dire che questa è l’ora della responsabilità, della corresponsabilità. Questa è l’ora in cui dobbiamo dire da che parte stiamo, perché in questo momento ogni atteggiamento neutrale dice complicità e dice continuità a chi si serve di questo territorio, più che mettersi al servizio di questo territorio“.

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