Prenderà il via da domani nel carcere di Laureana di Borrello il corso professionale per assaggiatori di oli vergini d’oliva destinato ai detenuti, iniziativa che si concluderà il 27 giugno con gli esami finali e il rilascio degli attestati. L’attività formativa, curata dai docenti dell’Arsac, rientra nel progetto “Coltivare speranze”, previsto dal protocollo d’intesa siglato tra la casa di reclusione, l’Arsac, la pastorale della cura del creato della Conferenza episcopale calabra e l’Archeoclub d’Italia Aps.
Il programma ruota attorno alla riscoperta dell’olivo della Madonna, una varietà antica dai frutti bianchi, un tempo diffusa nelle campagne calabresi e oggi quasi scomparsa. La sua salvaguardia, promossa dall’Archeoclub attraverso la messa a dimora presso luoghi di culto, ha ispirato l’idea di riprodurre e coltivare questa pianta anche all’interno degli istituti penitenziari, con la successiva donazione degli alberelli alla Conferenza episcopale calabra.
Accanto alla cura delle piante, il progetto prevede un percorso di formazione agricola e professionale, grazie ai corsi Arsac dedicati alle attività colturali e alla collaborazione del personale interno al carcere. Un’iniziativa che unisce tutela del patrimonio rurale, crescita personale e opportunità di reinserimento.






