Al via il piano antincendi regionale. Occhiuto: «Il tema vero è la manutenzione del territorio»

Scatta ufficialmente in Calabria la campagna antincendio boschivo 2026.

Da oggi entra in vigore il dispositivo regionale di prevenzione e contrasto agli incendi, accompagnato dal divieto di accensione dei fuochi su tutto il territorio regionale e da un sistema di monitoraggio che, nei mesi più critici dell’estate, potrà contare fino a 40 droni operativi ogni giorno.

L’annuncio è arrivato nel corso dell’incontro “Istituzioni e territori uniti per il contrasto agli incendi boschivi” svoltosi nella Sala Verde della Cittadella regionale di Catanzaro alla presenza del presidente della Regione Roberto Occhiuto, dell’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, dei sindaci calabresi e dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte nelle attività di prevenzione e intervento.

Per il presidente Occhiuto, il sistema regionale ha ormai raggiunto livelli avanzati sul fronte della deterrenza, del monitoraggio e della repressione grazie all’impiego di nuove tecnologie, ma la sfida principale resta quella della prevenzione.

«Il tema vero è la manutenzione del territorio. Un tempo c’era l’uomo che viveva e curava questi luoghi, oggi la desertificazione delle aree interne rende tutto più complicato», ha affermato il governatore, sottolineando come la Regione sia impegnata a sostenere i Comuni e i sindaci nelle attività di tutela del territorio.

Occhiuto ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare il comparto forestale regionale: «i forestali hanno oggi un’età media di 60-62 anni e sono molti meno rispetto al passato. Stiamo lavorando con l’assessore Gallo e con le organizzazioni sindacali per costruire un percorso che consenta di inserire giovani e rafforzare la manutenzione preventiva del territorio», ha spiegato.

Sul piano operativo, la Calabria dispone già di dieci droni attivi tutto l’anno, ai quali si aggiungeranno immediatamente altri dieci velivoli. Durante il periodo di massimo rischio incendi, grazie anche al supporto delle associazioni di volontariato, il numero potrà salire fino a circa quaranta droni impegnati quotidianamente nelle attività di avvistamento e controllo.

Tra le novità più importanti figura un progetto finanziato con fondi europei che prevede la realizzazione di circa cinquanta hub distribuiti sull’intero territorio regionale. Le strutture saranno dotate di droni in grado di decollare e operare autonomamente, garantendo un monitoraggio costante delle aree più esposte al rischio incendi.

«Stiamo puntando molto su un cambio culturale che porti a non tollerare comportamenti a rischio per l’ambiente e la sicurezza dei cittadini», ha spiegato il dirigente del settore Forestazione della Regione, Raffaele Mangiardi. Secondo il dirigente, negli ultimi anni si è registrata una significativa riduzione delle superfici percorse dal fuoco grazie al rafforzamento delle attività preventive e all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Particolare attenzione è stata riservata anche agli obblighi dei Comuni. Le prescrizioni regionali prevedono la realizzazione di fasce parafuoco lungo terreni agricoli e aree boscate e la creazione di fasce di protezione di almeno 15 metri attorno a campeggi, villaggi turistici, strutture ricettive e abitazioni situate nelle zone di interfaccia urbano-rurale.

L’assessore Gianluca Gallo ha evidenziato il forte investimento messo in campo dalla Regione: «abbiamo creato una struttura che lavora 365 giorni l’anno sulla prevenzione degli incendi, investendo in droni, satelliti e nuove tecnologie».

Gallo ha inoltre ribadito il ruolo centrale dei sindaci e degli enti locali nella strategia regionale, assicurando il supporto della Regione nelle attività di prevenzione, manutenzione dei boschi e rafforzamento della forestazione.

Nel corso dell’incontro è stato confermato anche l’iter della convenzione con il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, già approvata dalla commissione paritetica e in attesa degli ultimi passaggi formali.

Le autorità regionali hanno infine rivolto un appello ai cittadini affinché collaborino nella segnalazione di incendi e situazioni sospette. Per la Regione, tecnologia e mezzi rappresentano strumenti fondamentali, ma la prevenzione e la partecipazione della comunità restano le armi più efficaci per difendere il patrimonio boschivo calabrese.

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