Una folla imponente ha attraversato le strade di Amendolara per la manifestazione organizzata da Cgil e Flai Cgil dopo la strage dei quattro braccianti pachistani uccisi lungo la Statale 106. Una mobilitazione nazionale che ha richiamato delegazioni di lavoratori stranieri, associazioni e rappresentanti istituzionali.
Prima dell’avvio del corteo, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il segretario della Flai Giovanni Mininni hanno deposto due corone di fiori nell’area di servizio dove i quattro lavoratori sono stati assassinati. Un gesto sobrio, compiuto nel luogo esatto dell’eccidio, che ha aperto una giornata segnata da dolore e denuncia.
Alla manifestazione hanno preso parte anche la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, una delegazione del Movimento 5 Stelle guidata dalla vicepresidente della Camera Vittoria Baldino, e l’europarlamentare Pasquale Tridico.
Nel suo intervento, Landini ha parlato della necessità di una “rivolta morale e sociale”, denunciando un sistema di sfruttamento che coinvolge agricoltura, edilizia e logistica “dal Sud al Nord”. Il segretario della Cgil ha chiesto al governo di applicare pienamente la legge contro il caporalato e ha rilanciato la proposta di misurare le ore di lavoro necessarie per ogni ettaro coltivato, così da rendere immediatamente verificabili eventuali irregolarità.
Schlein ha sollecitato un rafforzamento della normativa, proponendo anche il sequestro preventivo delle aziende che impiegano manodopera sfruttata. La leader dem ha inoltre ricordato che il governo aveva a disposizione 200 milioni del Pnrr per superare gli insediamenti abusivi, ma “meno del 10% risulta speso”.
Fratoianni ha parlato di “ipocrisia” e ha definito “invisibile” la ministra del Lavoro Marina Calderone, chiedendo un cambio di passo nella tutela dei lavoratori. Da più parti è arrivata anche la richiesta di superare la legge Bossi‑Fini, considerata ormai inadeguata a gestire i flussi migratori e a prevenire situazioni di vulnerabilità estrema.
La manifestazione si è conclusa con un lungo applauso rivolto alle vittime e con l’impegno dei sindacati e delle forze politiche presenti a mantenere alta l’attenzione sulla lotta al caporalato e allo sfruttamento.






