L’Università della Calabria ospita l’Assemblea generale 2025 di UNIMED – l’Unione delle Università del Mediterraneo alla quale partecipano oltre 150 rappresentanti di università e istituzioni internazionali anche da Palestina, Libano, Tunisia, Algeria, Marocco, Iraq, Spagna, Portogallo, Francia, Italia e Paesi del Golfo.
L’apertura è stata affidata al rettore dell’Università della Calabria Nicola Leone, alla presidente di UNIMED Kherieh Rassas, al segretario generale Hmaid Ben Aziza e al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che attualmente ricopre l’incarico di Presidente della Commissione Intermediterranea.
Tra gli interventi della prima giornata anche l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea Romano Prodi e l’ex ministro Francesco Profumo.

L’evento, che si tiene nel trentesimo anniversario del Processo di Barcellona – momento fondativo della cooperazione euro-mediterranea – avviene in un periodo in cui la Commissione Europea ha annunciato la creazione di un nuovo “Patto per il Mediterraneo”, affidato alla commissaria Dubravka Šuica, il cui messaggio è stato trasmesso in apertura dei lavori.
«Siamo onorati di ospitare questa assemblea nell’anno in cui si celebra il trentennale del Processo di Barcellona, pietra miliare delle relazioni euromediterranee – ha detto Leone. La nostra università ha una comunità studentesca aperta, accogliente e socialmente vivace, con un gran numero di iscritti internazionali, tra i più elevati del Sud Italia. È il luogo ideale per promuovere quel dialogo interculturale che è alla base di ogni vero progresso. All’Unical convivono pacificamente ucraini e russi, palestinesi e israeliani. Ospitiamo un “Luogo del silenzio” aperto a ogni fede religiosa. Mi auguro che questa assemblea sia una fucina di idee e confronto, che si traducano in azioni concrete per la pace, la cooperazione e lo sviluppo dell’intera regione euromediterranea. Benvenuti nel Mediterraneo della conoscenza».
Dal palco dei relatori è emersa con forza la centralità e l’importanza del ruolo degli atenei: «In un’area segnata da tensioni geopolitiche, Unimed continua a operare laddove il dialogo politico mostra i suoi limiti», ha affermato Kherieh Rassas, presidente di Unimed e vice rettrice dell’Università An-Najah, evidenziando come «le università mediterranee debbano farsi carico di colmare i divari digitali, promuovere la mobilità studentesca e garantire quella sostenibilità ambientale che rappresenta la vera sfida del nostro tempo».
Significativo il messaggio di Hmaid Ben Aziza, segretario generale di Unimed, che ha affermato: «Di fronte alle sfide epocali che ci attendono – dalla rivoluzione digitale ai flussi migratori, dall’instabilità politica ed ai problemi profondi di vaste aree del Mediterraneo – dobbiamo avere il coraggio di privilegiare sempre la via del dialogo e del confronto».
La prospettiva politica è stata offerta dal Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto: «I cambiamenti climatici e le migrazioni ci impongono di passare dalle parole ai fatti. La Calabria con la sua posizione strategica e il suo patrimonio culturale, può e deve giocare un ruolo da protagonista in questa nuova stagione di cooperazione. Viviamo in una regione che ha porti materiali, come quello di Gioia Tauro, e porti del sapere straordinari nelle università calabresi che possono essere un hub di sviluppo per l’Europa sul Mediterraneo».
La sessione mattutina ha visto anche gli interventi di prestigiosi ospiti, tra cui Romano Prodi, già Presidente del Consiglio e della Commissione Europea, che ha sottolineato «l’importanza di sviluppare un sistema di università paritarie fra i Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo e tra quelli della sponda Sud, per creare un modello fondato sulla collaborazione e lo scambio».
Attraverso un videomessaggio, Dubravka Šuica, Commissaria Europea per il Mediterraneo, ha invece ribadito l’impegno di Bruxelles per una nuova stagione di cooperazione.
A chiudere i lavori della mattina, l’ex Ministro Francesco Profumo con una relazione sul ruolo dell’innovazione come collante tra le diverse sponde del Mare Nostrum. «L’Unical è un simbolo – ha detto Profumo – nato dalla visione di Beniamino Andreatta, che aveva compreso come la questione meridionale richiedesse non aiuti a pioggia, ma cultura e sviluppo. Oggi questo ateneo, con i suoi 25mila studenti e un’ottima reputazione internazionale, dimostra che il Mediterraneo può essere spazio di cooperazione, non di conflitto. Formare uno studente straniero significa creare ponti per il futuro: questa è la diplomazia della conoscenza, che genera pace e sviluppo sostenibile. È proprio qui, all’Unical, che può nascere l’Università del Mediterraneo».
Nel pomeriggio, i lavori dell’assemblea UNIMED sono continuati con sessioni dedicate all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’educazione e alla protezione della libertà accademica, mentre domani sarà la volta dei progetti operativi, con focus su cambiamenti climatici, medicina e nuove alleanze accademiche.






