Belvedere Spinello. Quattro indagati per omissioni nella gestione dei depuratori: chiuse le indagini

La Procura della Repubblica di Crotone ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari a quattro persone, accusate di gravi omissioni nella gestione degli impianti di depurazione del Comune di Belvedere Spinello. Le contestazioni riguardano reati di rifiuto e omissione di atti d’ufficio, falsità ideologica, inquinamento ambientale e abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi.

L’inchiesta è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di Belvedere Spinello, che hanno approfondito la gestione del servizio idrico integrato e il funzionamento dei depuratori comunali.

Gli indagati sono un ex sindaco, il sindaco in carica e dirigenti dell’area tecnica e finanziaria del Comune. Secondo l’ipotesi accusatoria, non avrebbero adottato gli interventi necessari per garantire il corretto funzionamento degli impianti di depurazione situati nelle località Chiusa del Pozzo e Chiatrette.

Le verifiche avrebbero evidenziato prolungate omissioni nella manutenzione e nella gestione degli impianti, che avrebbero permesso lo sversamento continuo di reflui fognari non trattati. I liquami sarebbero defluiti lungo le linee naturali di drenaggio fino al fiume Neto, causando anche l’impaludamento di alcune aree del territorio comunale e la compromissione delle matrici ambientali.

Secondo la Procura, la situazione era nota da tempo, ma non sarebbero stati adottati atti concreti e tempestivi per fronteggiare la paralisi depurativa e tutelare salute pubblica e ambiente.

Un ulteriore profilo riguarda la mancata emissione dei ruoli e la mancata riscossione delle tariffe del servizio idrico integrato, nonostante la loro formale approvazione. Tale omissione avrebbe determinato una carenza di risorse economiche indispensabili per la gestione e la manutenzione degli impianti, creando – secondo gli investigatori – un legame diretto tra la mancata fatturazione, il degrado infrastrutturale e il mancato trattamento dei reflui.

La Procura valuterà ora eventuali ulteriori sviluppi sulla base delle memorie difensive che potranno essere presentate dagli indagati.

 

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