La strage dei quattro braccianti pachistani uccisi ad Amendolara non può essere derubricata a un episodio isolato né a un semplice caso di caporalato. Ne è convinto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che a margine del IV congresso nazionale della Uiltec a Catanzaro ha parlato di una vera e propria “tratta degli schiavi”.
«Pensate davvero – ha affermato – che due persone venute da fuori Italia possano gestire il caporalato senza la copertura della mafia?». Per Bombardieri, le indagini non devono fermarsi ai due pakistani sottoposti a fermo: «Non basta identificare chi ha dato fuoco alla macchina. Bisogna capire quali coperture avevano, e quelle coperture le dà la mafia».
Il leader sindacale chiede che la vicenda venga chiamata con il suo nome: schiavitù moderna, non incidente sul lavoro. «Mi aspetto – ha aggiunto – che si identifichi il clan mafioso che copriva quei due delinquenti».
Sul fronte dei controlli, Bombardieri ha ricordato l’impegno della Uil: «Da quattro anni portiamo avanti questa battaglia. Abbiamo ottenuto risorse per aumentare ispezioni e ispettori e chiediamo l’introduzione dell’omicidio sul lavoro». Ma, di fronte alla brutalità del crimine di Amendolara, il segretario sottolinea che «c’è qualcuno che pensa di poter controllare il territorio a prescindere dalle forze di polizia».
Una posizione dura, che punta a riportare al centro del dibattito pubblico la necessità di colpire non solo gli esecutori, ma l’intera filiera criminale che alimenta sfruttamento, violenza e illegalità nelle campagne.






