Un tentativo di introdurre telefoni cellulari e accessori all’interno della casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro è stato sventato dalla Polizia penitenziaria. A renderlo noto è l’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria).
Nel corso delle attività di controllo, gli agenti hanno rinvenuto un involucro artigianale contenente tre telefoni cellulari, di cui due mini cellulari e uno smartphone, oltre a sei cavetti Usb e un caricabatteria. Il materiale era stato nascosto in un’area compresa tra l’intercinta e la cinta muraria dell’istituto penitenziario.
Il ritrovamento ha consentito di impedire che i dispositivi potessero finire all’interno della struttura, dove l’utilizzo non autorizzato di telefoni cellulari rappresenta un potenziale rischio per la sicurezza e la gestione dell’istituto.
In una nota, l’Osapp ha espresso apprezzamento per l’operato del personale in servizio, chiedendo alle autorità competenti “il massimo riconoscimento e il giusto supporto logistico e operativo” per gli agenti che quotidianamente sono impegnati nelle attività di vigilanza e sicurezza all’interno delle carceri.






