Il gip del Tribunale di Crotone ha disposto il passaggio dal carcere agli arresti domiciliari per Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia, arrestato il 17 aprile nell’ambito dell’operazione Teorema sulla presunta corruzione negli appalti dell’Ente. Il giudice ha accolto il ricorso presentato dai suoi legali, gli avvocati Roberto Coscia e Francesco Gambardella, attenuando così la misura cautelare inizialmente emessa.
L’indagine, condotta dalla Guardia di finanza, coinvolge complessivamente 19 indagati e ruota attorno a un presunto sistema di corruzione e turbativa d’asta finalizzato a piegare le funzioni pubbliche a interessi privati. Al centro dell’inchiesta figurano alcuni appalti gestiti dall’Amministrazione provinciale, in particolare quelli relativi alla manutenzione e alla messa in sicurezza dell’edilizia scolastica.
Secondo la ricostruzione della Procura, le procedure di affidamento sarebbero state sistematicamente pilotate per favorire una rete di imprenditori e professionisti locali, in cambio di utilità e favori illeciti. Manica, secondo gli investigatori, avrebbe avuto un ruolo di vertice nel presunto sistema.
L’inchiesta prosegue con ulteriori accertamenti, mentre per l’ex vicepresidente la misura cautelare proseguirà ora in regime di arresti domiciliari.






