Una vasta operazione contro le truffe informatiche è stata eseguita dai Carabinieri di Crotone nell’ambito dell’inchiesta “Scam City”, coordinata dalla Procura della Repubblica. Il gip del Tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, ha disposto 10 misure cautelari – cinque in carcere e cinque con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – nei confronti dei principali indagati, mentre complessivamente sono 31 le persone coinvolte nell’indagine.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione avrebbe messo in atto un sistema di truffe online basato su finti sconti, false aste giudiziarie e richieste di pagamento per spedizioni inesistenti, colpendo vittime in tutta Italia. Tra queste figurano associazioni Onlus, anziani e persone con disabilità, alcune delle quali beneficiarie della legge 104.
Le indagini hanno documentato 125 episodi e avrebbero evidenziato l’uso illecito di identità e dati aziendali reali, completamente ignari delle attività fraudolente. Il gruppo, secondo gli inquirenti, si sarebbe avvalso anche di programmatori all’estero, broker di criptovalute e soggetti specializzati nella movimentazione e nel reimpiego del denaro.
Parallelamente, i militari hanno eseguito un sequestro preventivo di beni per circa 700mila euro, ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati. Tra i beni sequestrati figurano una Tesla Model Y, una Range Rover Evoque, un’Alfa Romeo Stelvio, diverse opere d’arte e una collezione di orologi Rolex – tra cui Daytona, Submariner e Yacht‑Master – ritenuti acquistati con i proventi delle truffe.
Nel corso della conferenza stampa, il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Raffaele Giovinazzo, ha definito Crotone “capitale delle truffe online”, sottolineando l’importanza dell’operazione come uno dei risultati più significativi a livello nazionale nel contrasto al crimine telematico. Il tenente Riccardo Nota Cerasi, comandante del Nucleo Operativo, ha evidenziato come i truffatori avessero replicato anche i siti web di aziende reali, danneggiandone immagine e credibilità.
Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che tutti gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.






