È stato ufficialmente avviato l’iter operativo per la rimozione di oltre 160.000 tonnellate di rifiuti pericolosi stoccati nella discarica fronte mare di Crotone, tra cui materiali contenenti amianto e TENORM (rifiuti a bassa radioattività naturale). L’intervento, ritenuto di rilevanza storica per la città, rientra nel programma di bonifica e risanamento ambientale del sito di interesse nazionale che comprende anche Cassano e Cerchiara, sotto la direzione del Commissario Straordinario nominato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nel dettaglio, si tratta di 112.000 tonnellate di rifiuti contenenti sia TENORM che amianto, e di ulteriori 48.000 tonnellate di rifiuti contenenti solo TENORM. La rimozione di questi materiali, che richiede una preventiva autorizzazione prefettizia, rappresenta un passaggio cruciale per la messa in sicurezza ambientale e la tutela della salute pubblica, sollecitata con forza dalle istituzioni locali e regionali.
Il quadro normativo è stato rafforzato dall’approvazione di una legge proposta dall’onorevole Antonello Talerico, che punta a limitare il cosiddetto “turismo dei rifiuti” in Calabria, regolando in modo più stringente il trasporto dei materiali verso gli impianti autorizzati, nel rispetto dei principi di prossimità e autosufficienza previsti dalla normativa europea.
Oltre alla discarica, sono previsti ulteriori interventi di bonifica nel territorio crotonese, come stabilito nel Piano degli Interventi 2024-2026. In fase avanzata di approvazione ci sono i progetti riguardanti l’area marittima compresa tra il Porto di Crotone, il Fiume Esaro e il Torrente Passovecchio, mentre per le aree pubbliche a terra si procederà alla rimozione dei CIC (conglomerati idraulici catalizzati) o alla messa in sicurezza permanente, secondo le indicazioni degli organi tecnici competenti.
Le attività sono svolte in base al DPCM del 14 settembre 2023 e coordinate da un’ampia rete istituzionale, che comprende il Ministero dell’Ambiente (MASE), ISPRA-SNPA, Istituto Superiore di Sanità, ISIN, SOGESID, ARPACAL, Regione Calabria, Provincia di Crotone e Comune di Crotone.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione sostenibile del territorio, con l’obiettivo di recuperare le aree compromesse e restituirle in sicurezza alla comunità locale.






