Elly Shlein in visita alla coop Valle del Marro, poi a Soverato per il Magna Graecia Film Festival

Diversi appuntamenti in Calabria per la leader del Pd Elly Schlein.

Nel pomeriggio ha fatto visita alla cooperativa Valle del Marro – Libera Terra a Oppido Mamertina a insieme al segretario regionale Dem Nicola Irto e il sindaco metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

Le mafie – ha scritto in un post al termine della visita – hanno paura di progetti come quello intrapreso da Valle del Marro, cooperativa della rete di Libera a Oppido Mamertina in provincia di Reggio Calabria, che danno nuova vita a beni e terreni confiscati alla criminalità organizzata. Per questo pochi giorni fa hanno subito l’ennesimo attentato mafioso, già il quinto in due mesi, con un incendio al loro bellissimo uliveto.

Ho voluto portare personalmente a loro tutta la mia solidarietà e quella del Partito Democratico: serve più supporto da parte dello Stato a esperienze come questa, che restituiscono alla collettività i beni confiscati ai mafiosi, servono più fondi e supporto ai comuni per la tutela e la cura di questi beni e il loro fondamentale riutilizzo sociale che ha il sapore della giustizia e della restituzione alla collettività di ciò che la mafia ruba ogni giorno, soffocando opportunità con il ricatto“.

Dopo Oppido tappa a Soverato per un incontro del Magna Graecia Film Festival, intervistata dal giornalista di origini calabresi Tommaso Labate.

La guerra a Gaza

Se fossi al posto di Meloni? Anzitutto – ha detto Elly Schlein – riconoscerei immediatamente lo Stato di Palestina perché anche i palestinesi hanno diritto, come gli israeliani, ad avere uno Stato dove vivere in pace e in sicurezza. Quindi immediato riconoscimento dello Stato di Palestina come è stato fatto già dalla Spagna di Sanchez, dalla Norvegia, dall’Irlanda come si apprestano, e trovo che sia una bella notizia, a fare la Francia di Macron e, notizia di poche ore fa, anche il Regno Unito di Starmer a settembre. Credo che sia un passaggio necessario per dare un contributo a un processo di pace che si è interrotto per un motivo preciso e per responsabilità precise. Bisogna fermare i crimini del governo di estrema destra di Netanyahu a Gaza e in Cisordania. Sono loro che hanno violato ogni termine del diritto internazionale e degli accordi di Oslo che avevano già predisposto una via verso il riconoscimento di due popoli e due stati. Siamo di fronte al primo governo israeliano nella storia di Israele che nega apertamente i due popoli e i due Stati, che nega apertamente l’esistenza della questione palestinese e dello Stato palestinese. Allora a fronte di questo sono necessari atti immediati. Cosa chiediamo noi? Bisognava intervenire prima, però intanto dobbiamo essere chiari. Serve un cessate il fuoco immediato, serve portare tutti gli aiuti umanitari a una popolazione che anche le notizie di oggi hanno confermato essere in carestia, perché per mesi la fame è stata utilizzata come arma di guerra.

E’ una cosa indegna e vergognosa che non possiamo accettare. Quale credibilità avrà il diritto internazionale in futuro in ogni altro contesto se la comunità internazionale, l’Unione Europea e il governo italiano restano a guardare davanti a questi veri e propri crimini? Al contempo cosa si può fare per fare pressione? Noi abbiamo fatto una mozione unitaria in Parlamento che chiedeva di cessare il fuoco immediato, portare tutti gli aiuti umanitari, fare ogni sforzo per liberare tutti gli ostaggi israeliani che sono ancora nelle mani dei terroristi di Hamas e di cui evidentemente Netanyahu si è disinteressato perché porta avanti questi crimini per i suoi interessi politici e per la prosecuzione del suo potere personale questo bisogna avere il coraggio di dirlo. Abbiamo chiesto un embargo totale di armi con Israele e da Israele, di sospendere l’accordo di cooperazione tra Ue e Israele e abbiamo chiesto al governo italiano di interrompere il memorandum di collaborazione militare, e di mettere fine alle occupazioni illegali nei territori palestinesi in Cisgiordania“.

La sfida delle elezioni regionali

Nella costruzione di un’alternativa di centrosinistra all’attuale giunta in vista delle regionali che si svolgeranno il prossimo anno in Calabria siamo a un buon punto in generale. Nelle ultime elezioni regionali, da quando sono segretaria – ha aggiunto – abbiamo quasi sempre raggiunto l’accordo tra queste forze ed anzi allargato a tutte le forze alternative a questa destra. Penso alle ultime vittorie in Emilia-Romagna, in Umbria, ma pure a Genova ad Assisi a Ravenna più recentemente nelle città. Bisogna partire da un programma condiviso e coerente. Bisogna poi scegliere insieme le candidature più credibili, ma trovo molto apprezzabile che in Calabria si inizi già questo lavoro, anche perché ci sono molti motivi di fare insieme opposizione a questo governo regionale. Siamo in una regione dove moltissimi calabresi sono costretti a uscire dai confini regionali per curarsi altrove. Sa benissimo anche il presidente Occhiuto che mentre il suo governo nazionale taglia fondi alla sanità, la regione spende 300 milioni per la migrazione sanitaria. Quindi i calabresi pagano due volte. Una prima volta pagano le tasse, una seconda quando devono viaggiare con viaggi lunghi, faticosi e costosi per andare altrove a curarsi. La prima questione da affrontare insieme è sempre quella della sanità pubblica“.

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