Dopo 17 anni, la sanità calabrese esce ufficialmente dal commissariamento. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e con il parere favorevole dei ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti e della Salute Orazio Schillaci, ha deliberato la fine della gestione straordinaria avviata nel 2009.
La decisione è stata accolta con grande soddisfazione dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che negli ultimi anni ha sollecitato con forza la chiusura di questa lunga fase. “Risultato storico. Diciassette anni con questa camicia di forza: ce ne siamo liberati”, ha dichiarato, sottolineando come il provvedimento rappresenti un passaggio decisivo per il futuro del sistema sanitario regionale.
Il commissariamento era stato introdotto durante la presidenza di Giuseppe Scopelliti, quando il governo ritenne necessario intervenire per fronteggiare il grave squilibrio finanziario della sanità calabrese. Negli anni successivi si sono alternati diversi commissari – ufficiali delle forze dell’ordine e dirigenti pubblici – senza però riuscire a riportare la Regione fuori dalla gestione straordinaria.
Con l’elezione di Occhiuto, le funzioni di presidente e commissario sono tornate a coincidere. Il governatore ha avviato un lavoro di ricognizione dei conti delle aziende sanitarie, concluso nel 2023 con la definizione del quadro debitorio. Da quel momento il confronto con i ministeri dell’Economia e della Salute è diventato costante, fino alle prime aperture registrate lo scorso anno. In più occasioni, Occhiuto aveva anticipato che la fine del commissariamento fosse vicina.
La decisione del Consiglio dei ministri conferma quel percorso e chiude una delle pagine più complesse della storia amministrativa calabrese. Ora, ha ribadito Occhiuto, si apre una fase nuova, in cui l’obiettivo sarà migliorare servizi, organizzazione e qualità dell’assistenza sanitaria.






