Gli autotrasportatori calabresi aderiranno al fermo nazionale dei servizi proclamato da Confartigianato Trasporti e dal coordinamento Unatras dal 25 al 29 maggio 2026. La decisione arriva in un contesto di crescente difficoltà economica per le imprese del settore, messe in crisi dall’aumento dei costi operativi e dalla mancanza di interventi strutturali.
Le aziende della regione parteciperanno all’assemblea interregionale in programma sabato 23 maggio alla Fiera del Levante di Bari, dove saranno definiti i dettagli della protesta nel rispetto del Codice di autoregolamentazione, garantendo comunque i servizi pubblici essenziali. Intanto, Unatras è stata convocata a Palazzo Chigi il 22 maggio per un tavolo di confronto.
Alla base della mobilitazione, spiegano gli autotrasportatori, ci sono i costi insostenibili del carburante e una crisi di liquidità che rischia di espellere dal mercato migliaia di imprese, con pesanti ricadute occupazionali. Confartigianato Trasporti Calabria ribadisce le richieste della categoria: 500 milioni di euro in credito d’imposta per compensare l’aumento dei carburanti, rimborso immediato delle accise, ripristino delle agevolazioni piene e sospensione temporanea di imposte e contributi.
“Le imprese hanno dimostrato responsabilità, ma senza interventi adeguati non sarà più possibile andare avanti”, afferma l’associazione. “Se si ferma l’autotrasporto, si ferma il Paese”. La mobilitazione, sottolineano, è necessaria per difendere la sopravvivenza e la dignità delle aziende del settore.






