IA e attività umane al centro del convegno “Il futuro è adesso” promosso dal Corecom Calabria

Il Comitato regionale per le comunicazioni della Calabria ha promosso l’incontro dal tema “Il futuro è adesso – Per un nuovo umanesimo digitale” tenuto al Polo culturale Mattia Preti di palazzo Campanella a Reggio Calabria.

Un confronto sull’impatto dell’intelligenza artificiale nelle attività umane e su quali strategie mettere in campo per gestire i problemi che essa pone.

«Questa giornata – ha spiegato il presidente del Corecom Calabria Fulvio Scarpinoserve a ripercorrere il percorso fatto con il quale abbiamo voluto costruire un ponte tra generazioni, un ponte d’ascolto».

«Il Corecom Calabria è stato il primo Comitato regionale a porre l’accento sull’evoluzione della tecnologia web, e la Regione Calabria è la stata la prima, in Italia ad emanare le prime norme di legge sull’IA» – ha ricordato il capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio regionale, Carmelo Nucera.

«Non possiamo affidarci soltanto agli algoritmi – ha sostenuto mons. Attilio Nostro, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e segretario della Conferenza episcopale calabra. Ci vuole un’etica e questa etica può davvero illuminare e fare la differenza tra un uso casuale, irresponsabile, inconsapevole e invece uno dove le tecnologie diventano davvero uno strumento a servizio dell’evoluzione dell’uomo. Perché non servircene? Il problema è come, oltretutto anche il perché servircene. Da questo punto di vista l’etica può davvero illuminare degli scenari nuovi dove questi strumenti dove noi però siamo chiamati a dettare le condizioni e i fini soprattutto».

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria Giuseppe Soluri si è soffermato sulle conseguenze che l’IA pone nell’informazione e l’impatto negativo «che porterà probabilmente sempre di più aziende a ritenere che si possa sostituire il lavoro dei giornalisti con l’intelligenza artificiale. Ma l’IA lavora in funzione dei dati che vengono inseriti e vengono scelti dagli uomini e bisogna vedere con quali fini questi dati vengono elaborati. C’è quindi la necessità di una percezione etica di questo settore, e capire come governarla».

Il segretario generale della Federazione italiana giornalismo Editoria e Comunicazione Carlo Parisi ha definito un errore aver creato un’intelligenza artificiale che è totalmente prima di morale: «finirà per distruggerci – ha affermato – anzi, ci ha già distrutto perché l’IA non fa altro che andare a rubacchiare quello che c’è in rete e non tiene conto di un elemento essenziale. Quali sono le notizie che circolano nella rete? E soprattutto chi governa la rete?».

Pur essendo lo smartphone ormai uno strumento insostituibile, esso occupa meno dell’1% dei nostri sogni. Un dato che il direttore Rai Calabria Massimo Fedele ha offerto al dibattito ed agli studenti che hanno seguito l’evento, mentre Francesco Chindemi, dell’Avvenire di Calabria, ha detto l’IA non dev’essere “la nave che cammina da sola, ma il copilota dell’utente, tenendo bene in mente i nostri diritti, che devono essere parte integrante del prossimo futuro digitale“.

«La sfida dell’intelligenza artificiale – ha commentato a margine dell’incontro il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillonon è subirla, ma governarla, mettendola al servizio della persona, dei diritti, della qualità dell’informazione e della democrazia. Il confronto promosso dal Corecom Calabria va in questa direzione: costruire consapevolezza e tenere insieme innovazione e umanità. La Calabria, grazie anche al lavoro del suo Comitato ha saputo affermare un modello avanzato su educazione digitale, tutela dei minori, contrasto al cyberbullismo e Osservatorio media e minori. A questo percorso – ha concluso Cirillo – si aggiunge ora la legge regionale sull’IA, un passaggio importante perché afferma che l’innovazione va accompagnata, governata e orientata al bene delle comunità, con un approccio etico e con il contributo decisivo delle università calabresi. La tecnologia ha senso solo se non aumenta le distanze, ma aiuta a ridurle».

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