Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello del Cosenza Calcio contro l’ordinanza del Tar Calabria che, il 31 luglio, aveva respinto la richiesta di sospendere il rigetto della licenza d’uso dello stadio San Vito – Gigi Marulla. Con una decisione cautelare, i giudici amministrativi hanno stabilito che il Comune debba rivalutare la sospensione della concessione, verificando se esistano soluzioni alternative compatibili con le esigenze di sicurezza durante la fase di cantiere.
Secondo il Consiglio di Stato, una sospensione di 18 mesi della concessione potrebbe determinare «conseguenze irreversibili» per la società rossoblù, incidendo sull’immagine, sui risultati sportivi e sugli equilibri economici. L’ipotesi di utilizzare lo stadio di Crotone viene giudicata «di difficile praticabilità» per la distanza di oltre 100 chilometri, l’assenza di collegamenti ferroviari diretti e la documentata rivalità tra le tifoserie.
I giudici sottolineano che l’Amministrazione comunale deve valutare se sia possibile individuare prescrizioni e misure organizzative che consentano l’uso regolamentato dell’impianto: limitazioni di capienza, separazione delle aree di cantiere, programmazione speciale delle lavorazioni. Indicazioni che, ricordano, erano già valorizzate nella documentazione di gara, premiando la capacità dell’aggiudicatario di garantire la continuità delle attività sportive.
Alla luce di queste considerazioni, il provvedimento comunale impugnato viene sospeso, in attesa della nuova valutazione dell’Amministrazione.






