Inchiesta “Grecale”, dieci rinviati a giudizio all’Università di Catanzaro

Dieci persone sono state rinviate a giudizio nell’ambito dell’inchiesta “Grecale”, che ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere attiva all’interno dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe commesso illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive, gli stabulari, utilizzati per sperimentazioni legate a progetti di ricerca. Lo riporta l’ANSA.

Tra gli imputati rinviati a giudizio figurano l’ex rettore Giovambattista De Sarro, responsabile scientifico di quattro progetti, il cardiologo Ciro Indolfi, veterinari e responsabili del benessere animale. Per altri nove imputati il procedimento proseguirà con rito abbreviato: tra loro il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp veterinaria di Catanzaro, Giuseppe Caparello, e sua figlia Maria, accusata di essere stata ammessa illecitamente alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica grazie a un presunto rapporto corruttivo tra il padre e l’ex rettore.

Il gup Gilda Danila Romano ha inoltre prosciolto Vincenzo Musolino, Cristina Rita Carresi, Federica Scarano, Carmen De Caro e Velia Cassano, accusati di false informazioni al pm. Prosciolti anche Elzbieta Janda dall’accusa di uccisione di animali e il veterinario Pierino Anastasio dall’accusa di falso.

La requisitoria del pm Saverio Sapia per gli imputati che hanno scelto l’abbreviato inizierà il 16 marzo.

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