La Presidente Meloni a Reggio Calabria per il 212° anniversario dell’Arma dei Carabinieri. Crosetto: «Una storia fatta di servizio, sacrificio e fedeltà alla Repubblica»

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato sul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria alla cerimonia nazionale per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Presenti anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il comandante generale dell’Arma Salvatore Luongo, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano e numerose autorità civili, militari e religiose.

All’inizio della manifestazione, la premier ha passato in rassegna i reparti schierati dell’Arma insieme al ministro Crosetto.

Nel suo intervento, il titolare della Difesa ha sottolineato il valore storico e istituzionale dei Carabinieri: «Oggi celebriamo 212 anni di storia. Una storia straordinaria fatta di servizio, sacrificio, coraggio e fedeltà alla Repubblica». Ha poi aggiunto che si tratta soprattutto di una storia fatta di persone, «di donne e uomini che ogni giorno scelgono di esserci».

Crosetto ha inoltre richiamato l’attenzione sulle nuove sfide legate alla sicurezza: «Viviamo tempi complessi, nei quali le minacce cambiano rapidamente e assumono forme nuove. Per affrontarle servono professionalità, capacità di innovare e strumenti adeguati». Un pensiero particolare è stato rivolto ai caduti dell’Arma: «Il mio primo pensiero va a chi ha donato tutto, fino alla propria vita, per servire il Paese».

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha evidenziato il valore della scelta di Reggio Calabria come sede della cerimonia nazionale: «Per la prima volta la cerimonia nazionale dell’Arma si svolge a Reggio Calabria», definendola una ricorrenza di particolare rilevanza per il territorio.

Occhiuto ha quindi ringraziato i Carabinieri per il lavoro svolto sul territorio regionale: «Nella nostra regione il lavoro dei Carabinieri assume un valore ancora più strategico», sottolineando come la loro presenza capillare rappresenti «una garanzia di sicurezza» e «il simbolo concreto della vicinanza dello Stato ai cittadini».

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