Legge elettorale. Ricorsi anche in Calabria contro lo Stabilicum: chiesto un intervento preventivo della Corte

La nuova legge elettorale, ribattezzata Stabilicum, finisce al centro di un’iniziativa giudiziaria nazionale che coinvolge anche la Calabria. Questa mattina sono stati depositati ricorsi nei distretti delle Corti d’Appello di Catanzaro e Reggio Calabria, nell’ambito di un’azione promossa simultaneamente in 25 tribunali italiani dalla Rete per un voto libero e uguale, composta da una trentina di associazioni della società civile.

I ricorrenti saranno oltre 300 e tra i nomi più noti figura quello dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi. A spiegare la portata dell’iniziativa è stato Roberto Zaccaria, coordinatore della Rete, nel corso di una conferenza stampa.

«Vengono presentati in maniera simultanea – ha spiegato Zaccaria – sono ricorsi fatti su una traccia comune. È una cosa senza precedenti. La società civile raccoglie il bastoncino della staffetta a chi ha fatto opposizione parlamentare».

L’obiettivo è sollecitare un pronunciamento preventivo sulla legittimità della normativa, a tutela del diritto dei cittadini di partecipare alle elezioni per la composizione della Camera dei deputati e del Senato esprimendo un voto che la Costituzione, all’articolo 48, definisce «personale, libero ed uguale».

Secondo i promotori dell’iniziativa, la nuova legge comprimerebbe questo diritto in misura persino maggiore rispetto alle precedenti normative elettorali, il Porcellum e l’Italicum, dichiarate in parte incostituzionali dalla Corte costituzionale, rispettivamente con le sentenze n. 1 del 2014 e n. 35 del 2017.

La richiesta nasce anche dalla volontà di evitare che si ripeta quanto accaduto nelle precedenti legislature, quando il Parlamento è rimasto in carica nonostante fosse stato eletto con una legge successivamente dichiarata illegittima in alcune sue disposizioni. I ricorrenti puntano quindi a ottenere una verifica preventiva, così da scongiurare possibili contrasti tra la disciplina elettorale e i principi costituzionali che regolano la rappresentanza democratica.

Nella nota che accompagna l’iniziativa, i promotori precisano che i ricorsi non nascono da pregiudiziali ideologiche, ma dalla preoccupazione che la necessità di garantire la continuità degli organi costituzionali dello Stato, e in particolare del Parlamento, possa entrare in conflitto con i principi che devono assicurare il corretto funzionamento di una democrazia matura.

La questione investe dunque il rapporto tra stabilità delle istituzioni, legittimità delle regole elettorali e tutela effettiva del diritto di voto. Con i ricorsi depositati anche in Calabria, la Rete chiede che la conformità della nuova normativa ai principi costituzionali venga affrontata prima che eventuali criticità possano ripercuotersi sulla composizione delle Camere.

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