Una vasta operazione della Guardia di finanza ha portato all’arresto di nove persone accusate di far parte di un’organizzazione criminale legata alla cosca Gallace della ’ndrangheta, attiva nel traffico internazionale di stupefacenti. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Secondo gli inquirenti, il gruppo era in grado di gestire l’importazione in Europa di una tonnellata di cocaina proveniente dal Sudamerica e la distribuzione di oltre 200 chili di hashish in Italia, con un giro d’affari che superava i 47 milioni di euro.
L’indagine, condotta dalla Dda di Catanzaro, ha ricostruito una rete che operava su scala internazionale, con la droga che viaggiava nascosta nei container caricati su navi cargo dirette verso i principali porti del Nord Europa – Rotterdam, Anversa, Amburgo – e anche verso diversi scali italiani, tra cui Gioia Tauro, Livorno, Genova, Trieste e Civitavecchia.
Particolare rilievo ha avuto l’analisi di numerose conversazioni tra gli indagati, scambiate su piattaforme di messaggistica criptata. La decodifica di questi messaggi ha permesso agli investigatori di identificare i principali componenti della rete e di ricostruire le modalità operative del traffico. Un ruolo chiave sarebbe stato ricoperto da un broker calabrese residente in Germania, descritto dagli inquirenti come “uno dei referenti più importanti della Calabria”.
L’attività investigativa si è svolta tra il maggio 2020 e il marzo 2021. Durante questo periodo, le forze dell’ordine hanno sequestrato oltre 400 chili di cocaina in 17 diverse operazioni. In uno dei sequestri più rilevanti, 100 chili di cocaina sono stati scoperti nascosti tra sacchi di caffè in un container proveniente dal Perù e arrivato nel porto di Trieste.
Oltre agli arresti, sono stati confiscati beni per un valore complessivo di 600 mila euro, riconducibili agli indagati. L’organizzazione, inoltre, avrebbe gestito anche diverse piantagioni di marijuana dislocate in Toscana, Lazio e Calabria, confermando la ramificazione dell’attività criminale sia in Italia che all’estero.






