Alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è stato sottoscritto nella Prefettura di Reggio Calabria un programma straordinario di riqualificazione del quartiere Arghillà, da anni in preda a un profondo degrado e con un alto tasso di criminalità.
Presenti il sindaco della città dello Stretto Francesco Cannizzaro, il Sottosegretario Wanda Ferro, il prefetto Clara Vaccaro e il presidente della regione Roberto Occhiuto.
Il piano prevede lo stanziamento di 5 milioni di euro da destinare a sicurezza, mobilità, servizi pubblici, decoro urbano e vivibilità. Prevista nel documento anche la riattivazione del posto di Polizia chiuso da anni e la riapertura della scuola.
I NUMERI DEL PIANO
- Strade e mobilità – 1 milione di euro
Interventi destinati al miglioramento della viabilità, alla manutenzione delle infrastrutture stradali e al potenziamento dei collegamenti interni al quartiere.
- Nuova illuminazione pubblica – 1 milione di euro
Sostituzione e implementazione degli impianti di illuminazione per aumentare sicurezza, visibilità e qualità degli spazi urbani.
- Scuole e servizi educativi – 1 milione di euro
Recupero della struttura scolastica oggi inutilizzata e rilancio dei servizi educativi, con l’obiettivo di restituire al quartiere un presidio fondamentale di crescita e inclusione sociale
- Videosorveglianza e sicurezza – 500 mila euro
Rafforzamento del sistema di controllo del territorio attraverso nuove telecamere e il potenziamento della rete di videosorveglianza nelle aree più sensibili.
- Bonifica delle carcasse e riqualificazione delle aree degradate – 1 milione e 500 mila euro
L’intervento economicamente più consistente prevede la rimozione delle carcasse di veicoli abbandonati, la messa in sicurezza delle aree compromesse, operazioni di pulizia straordinaria e il ripristino del decoro urbano.
Prima del vertice, dopo l’arrivo all’aeroporto Tito Minniti, il ministro Piantedosi ha effettuato una visita ad Arghillà.
«Sicurezza e prevenzione sociale vanno di pari passo – ha detto ai giornalisti nel punto stampa. E la presidente Meloni e l’intero governo, da tempo, lavorano moltissimo per rendere vivibili le periferie. Credo che il contesto territoriale meriti un’attenzione particolare. È un impegno plurale che stiamo facendo. Su invito del sindaco e del presidente della Regione per la prima volta sono stato ad Arghillà, quindi ho toccato con mano e ho riflettuto su alcuni interventi, su come tararli. Prevediamo di riattivare ad esempio il posto di polizia. Non è un atto di gentile concessione è un atto doveroso rispetto al territorio che merita per i problemi che ha ma anche per le grandi espressioni di riscatto che si colgono a partire dai suoi amministratori rispetto a questi problemi. Noi avvertiamo il dovere, e anche il piacere, nel senso che per noi è anche un campo di sperimentazione di interventi che vanno non solo alla repressione diretta di quelli che sono i fenomeni criminali, ma anche la sperimentazione di interventi sulle precondizioni della sicurezza. Arghillà non è una questione di emergenza nazionale diventa un luogo dove è doveroso che lo Stato, il governo, dia un aiuto, un sostegno alle istituzioni territoriali perché si risolva una situazione che francamente non è degna di un paese civile quale il nostro».
Accanto ai fondi del piano straordinario, il sindaco Cannizzaro ha reso noto di aver deliberato un finanziamento di 60mila euro da destinare alla riapertura di un presidio della Polizia di Stato, per il quale sono già stati resi disponibili dalla Prefettura e dal Viminale, altri 40mila euro. Al percorso di recupero e riqualificazione di Arghillà parteciperà, con propri fondi anche la Regione Calabria.
“È giusto – ha detto Occhiuto – che ciascuno si assuma le responsabilità del caso. La Regione ha detto di essere disponibile anche a impegnare delle risorse ma la gravità della situazione prevede l’utilizzo di poteri straordinari così come è avvenuto per Caivano e per San Ferdinando dove i poteri straordinari hanno contribuito a cancellare quell’insediamento. Con Wanda Ferro stiamo cercando di fare la stessa cosa in altre zone della Calabria. Come per l’insediamento di Scordovillo, a Lamezia Terme, dove la Regione ha messo a disposizione 4 milioni. Saremmo felici se alle risorse già disposte della Regione si aggiungessero anche risorse nazionali. Vorremmo che il ministro Piantedosi, che ha sempre dimostrato disponibilità e sensibilità verso la Calabria, diventasse in qualche modo la nostra voce nel governo in quest’ultimo scorcio di legislatura che può essere decisivo per avviare un percorso di risanamento urbanistico ma soprattutto sociale di questo quartiere“.






