Presidente Mancuso congeda consiglieri regionali e scioglie l’assise

Il Consiglio regionale della Calabria, al termine di un breve dibattito, ha preso atto delle dimissioni formalizzate dal presidente della giunta Roberto Occhiuto.

A conclusione della seduta il presidente dell’assemblea Filippo Mancuso ha congedato i consiglieri e sciolto l’assise.

Adesso si attende la decisione sulla data del voto che dovrà essere presa da Occhiuto, sentiti lo stesso Mancuso ed il presidente della Corte d’appello di Catanzaro.

ORE 16.00

Si è appena conclusa l’ultima seduta della XII legislatura.
♻️ Il Consiglio regionale ha preso atto, ai sensi dell’art. 60 del Regolamento interno, delle dimissioni del presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto.
❗ Prima del congedo definitivo, l’Assemblea legislativa di Palazzo Campanella ha approvato:
📌 il Bilancio Consolidato del Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria per l’esercizio 2024 – Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
📌 il Bilancio di previsione 2025-2027 del Consiglio Regionale della Calabria: assestamento e variazioni

L’intervento del presidente Mancuso

Questi quasi quattro anni sono stati intensi e sfidanti. Determinazione e senso di responsabilità ci hanno consentito di rappresentare la Calabria con autorevolezza, contribuendo a rafforzarne l’immagine e la credibilità a livello nazionale. E questo penso sia già un importante risultato che tutte le forze politiche, anche quelle che saranno protagoniste della prossima legislatura, dovranno continuare a perseguire.

La nascita di Azienda Zero e dell’Azienda ospedaliero universitaria ‘Dulbecco’ di Catanzaro nell’ambito della sanità; la razionalizzazione dei consorzi di bonifica; l’impegno su Sacal, che è tornata a controllo pubblico, prodromico agli investimenti senza precedenti su tutti gli scali aeroportuali calabresi che hanno generato flussi di passeggeri mai visti; la creazione di diverse Agenzie, fra cui quella per i rifiuti e il sistema idrico e per l’energia, per efficientare i relativi settori di competenza; gli interventi per stabilizzare alcuni bacini di precari storici (ex legge 12 e 15) e più recentemente lo stanziamento di risorse per i tirocinanti; la salvaguardia dell’ambiente con il riconoscimento di oltre dieci riserve naturali e la promozione delle bellezze del nostro ecosistema con la disciplina sui cammini e la valorizzazione di forme di turismo più coerenti con le richieste del mercato; diversi provvedimenti che hanno alleggerito il peso della burocrazia in segmenti sofferenti come l’edilizia e gli usi civici; recentemente l’adeguamento della normativa sul contrasto alla violenza di genere e, nel corso di tutta legislatura, diversi interventi normativi, accompagnati da strumenti operativi, a tutela delle persone socialmente più fragili.

E non dimentichiamo le discussioni rigorose e franche sulla statale 106, sull’Alta Velocità e sul porto di Gioia Tauro: le infrastrutture strategiche per la nostra regione. L’elenco poteva essere più lungo ma di certo non si può dire che questo Consiglio non abbia svolto un ruolo da protagonista nell’avviare riforme di sistema attese da decenni.
In 55 sedute d’aula, abbiamo approvato oltre 220 leggi e circa 200 provvedimenti amministrativi. Un lavoro svolto in sinergia con la giunta e con il suo presidente, che a sua a volta si è assunto l’onere di imprimere impulsi epocali. Fino a poco tempo fa nella sanità c’erano ancora i bilanci orali, i presidi rischiavano di chiudere per una cronica carenza di personale e i cantieri dei ‘nuovi’ ospedali erano desolatamente fermi“.

L’intervento del presidente Occhiuto

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto ha ribadito le ragioni delle sue dimissioni ed ha respinto l’accusa di aver piegato la volontà del consiglio “alla mia volontà“.
Quando per esempio – ha spiegato – ho posto la questione di fiducia per la prima volta nella storia del regionalismo in Calabria, quando ho detto: ‘Questo provvedimento passa, oppure mi dimetto’, non era mia intenzione svolgere la mia attività in maniera autoritaria, ma era mia intenzione svolgere la vita di presidente in maniera determinata“.
Occhiuto sulla sua vicenda giudiziaria si è chiesto: ‘Ma si può governare così? Si può governare con questo clima, che in ragione di una legittima inchiesta della magistratura, crea continuamente delle fake news e alimenta un chiacchiericcio che è fastidiosissimo, e genera un rallentamento nella gestione amministrativa quotidiana della macchina regionale. No, non si può continuare così. Io non ho voluto che quest’ultimo anno di legislatura fosse un cupio dissolvi“.

Infine, la risposta all’accusa di essersi dimesso per ragioni politiche.

Questa mia scelta non è stata fatta guardando al mio interesse politico. E non l’ho fatto perché credo che questo processo di cambiamento che io ritengo di aver messo in moto si sarebbe fermato, come negli ultimi 30 anni, non a causa della magistratura, ma a causa di chi utilizza le inchieste della magistratura per fare lotta politica, essendo incapace di sconfiggere sul terreno elettorale. Chi spera di poter sconfiggere l’avversario attraverso le stesse inchieste“.

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