La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha reso definitiva la misura di prevenzione personale e patrimoniale nei confronti di Francesco Morano, detto “Gianfranco”, imprenditore di Taurianova ritenuto – secondo l’accusa e allo stato dei procedimenti – contiguo alla cosca Bellocco di Rosarno. Il provvedimento, eseguito dai Finanzieri dei Comandi Provinciali di Reggio Calabria e Firenze, insieme allo S.C.I.C.O. e sotto il coordinamento della DDA reggina, dispone quattro anni di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e la confisca definitiva di beni per un valore stimato in circa 200mila euro.
Il patrimonio sottratto allo stesso Morano – già oggetto di sequestro e confisca in primo e secondo grado – comprende una ditta individuale, il relativo patrimonio aziendale, un’imbarcazione da pesca di 16 metri, tre autoveicoli, un fabbricato e disponibilità finanziarie. Secondo la ricostruzione patrimoniale, confermata anche dalla Corte di Cassazione, tali beni risultavano sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati.
La figura di Morano era emersa in diverse inchieste antimafia. Nell’operazione Magma, conclusa nel 2019 con 45 misure cautelari, l’imprenditore è stato condannato per traffico internazionale di stupefacenti. Successivamente, nell’indagine Erba di Grace, la Corte d’Appello di Firenze ha confermato una condanna a 4 anni per traffico di droga. Infine, nel procedimento Buenaventura, Morano è stato condannato in primo grado a 8 anni per estorsioni aggravate dal metodo mafioso, legate al recupero di un credito usuraio con tassi che avrebbero superato il 66% annuo.
Sulla base di questo quadro, la DDA di Reggio Calabria – in sinergia con quella di Firenze – ha delegato il G.I.C.O. della Guardia di Finanza a svolgere approfondite verifiche economico‑patrimoniali, dalle quali è emersa la sproporzione tra beni posseduti e capacità reddituale. Da qui la proposta di sequestro, poi trasformata in confisca e ora resa definitiva.
La Guardia di Finanza sottolinea che l’operazione rappresenta un ulteriore passo nel contrasto ai patrimoni illeciti delle consorterie mafiose, con l’obiettivo di restituire trasparenza e legalità al tessuto economico del territorio.






