Reggio Calabria. La Finanza confisca 6 milioni a imprenditore al centro di un sistema corruttivo (Video)

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito la confisca di beni per oltre 6 milioni di euro nei confronti di un imprenditore ritenuto dagli inquirenti parte centrale di un sistema corruttivo strutturato nel settore delle pulizie e delle sanificazioni. Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe avuto un ruolo di vertice in un cartello di imprese che, attraverso pratiche illecite, avrebbe ottenuto per anni l’aggiudicazione di appalti pubblici, eliminando la concorrenza.

Il provvedimento è stato disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della DDA guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli, dopo approfonditi accertamenti patrimoniali condotti dal Nucleo di Polizia economico‑finanziaria delle Fiamme gialle. La confisca riguarda immobili, conti correnti, una cooperativa e le quote di una srl operanti nel settore della pulizia degli edifici.

L’imprenditore era già coinvolto nell’inchiesta “Iter Nos” del 2021, che aveva svelato l’esistenza di una “cassa comune” alimentata dagli stessi imprenditori per finanziare da un lato la corruzione di pubblici funzionari, dall’altro i pagamenti alle cosche di ’ndrangheta di Africo e Melito Porto Salvo, ritenute indispensabili per operare sul territorio. Secondo gli investigatori, alcune dazioni sarebbero proseguite anche dopo il pensionamento dei funzionari corrotti, nella speranza che potessero continuare a esercitare influenza sui loro successori.

La misura rappresenta un ulteriore passo nel contrasto alle infiltrazioni criminali negli appalti pubblici e nella tutela della concorrenza in un settore particolarmente esposto a condotte distorsive.

 

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