Satriano, imprenditore ai domiciliari: sfruttava i dipendenti e li costringeva a restituire parte dello stipendio

Impiegati con contratti part-time da 4 ore ma costretti a lavorarne 10 al giorno, controllati tramite videosorveglianza, con l’obbligo di restituire in contanti parte dello stipendio, pena il licenziamento. È il quadro emerso da un’indagine dei Carabinieri della Compagnia di Soverato e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catanzaro, che ha portato agli arresti domiciliari il legale rappresentante di un’impresa commerciale di Satriano, ritenuto gravemente indiziato di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro ed estorsione.

L’ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Procura, è stata eseguita questa mattina. In contemporanea, è stato disposto anche il sequestro preventivo dell’intera azienda, con nomina di un custode giudiziario.

Le indagini sono partite nel gennaio scorso, dopo le denunce di due dipendenti. Gli accertamenti hanno rivelato numerose irregolarità contrattuali: i lavoratori risultavano assunti come addetti alle pulizie, ma svolgevano invece le funzioni di cassieri e commessi. Non era consentito assentarsi per più di tre giorni al mese, e ogni ulteriore assenza veniva penalizzata economicamente.

Ancora più grave, secondo quanto documentato dagli investigatori, l’obbligo imposto ai dipendenti di restituire in contanti parte della retribuzione, con la minaccia di perdere il posto in caso di rifiuto. A questo si aggiunge il mancato versamento dei contributi previdenziali, per un importo stimato in oltre 166.000 euro.

Le condizioni di lavoro, definite “pesanti e degradanti” dagli inquirenti, comprendevano anche una sorveglianza continua tramite sistemi di videocontrollo.

Copyright © Radio Azzurra News. Tutti i diritti riservati

Torna in alto