Anche la ‘ndrina Fiaré-Razionale-Gasparro di San Gregorio d’Ippona, in Provincia di Vivo Valentia, avrebbero ricevuto i servizi della banca illegale scoperta a Prato, in Toscana, capace di muovere tra gli 80 e i 100 milioni di euro l’anno di pagamenti fantasma per partite di droga e merci fra Italia e paesi esteri.
Le indagini sono state condotte dalla Polizia con il coordinamento della Dda di Firenze e della procura di Prato.
La ‘ndrina vibonese, in particolare, avrebbe fruito della banca per il traffico internazionale di stupefacenti mentre il clan Briganti di Lecce della Sacra Corona Unita e il clan camorristico Aquino-Annunziata l’avrebbero utilizzata, rispettivamente, per riciclare i soldi della droga e per l’immigrazione clandestina di cinesi.
La banca, usata da clan italiani, cinesi e albane, utilizzava il sistema di pagamento islamico ‘hawala’ noto in Cina come ‘chop-shop’ che non ha tracciabilità.
Il gip ha disposto un sequestro da 60 milioni di euro e 41 misure cautelari, di cui 17 in carcere e 16 ai domiciliari.
Ricostruita anche una fitta rete di corrieri-raccoglitori di denaro sporco, che viaggiando tra l’Italia e l’estero – Spagna, Francia e Portogallo – faceva concretizzare i pagamenti. Per non far circolare il denaro della droga – a rischio di sequestro nei controlli delle polizie dei vari Stati -, le transazioni venivano fatte ancheusando quello realizzato nei flussi di cassa (tutto ‘a nero’) delle aziende tessili cinesi del pronto moda, in base ai rapporti intercorrenti fra le industrie di Prato – principale distretto tessile europeo – e i poli produttivi nella penisola Iberica (ditte ‘pronto moda’ a Madrid, Malaga, Valencia, Siviglia).






