Sono circa 150 le famiglie calabresi che stanno facendo i conti – come riferisce l’ANSA – con pesanti disagi nei collegamenti scolastici verso gli istituti superiori di Maratea dopo la chiusura definitiva del tratto della Strada Statale 18 in località Castrocucco, interessato da una frana.
Il problema riguarda in particolare gli studenti provenienti dai comuni di Tortora e Praia a Mare, che ogni giorno si spostano verso la cittadina lucana per frequentare le scuole superiori. A complicare ulteriormente la situazione c’è l’impossibilità per gli autobus del Trasporto pubblico locale di utilizzare il nuovo bypass realizzato da Anas.
La bretella alternativa, lunga circa quattro chilometri, è regolata da un sistema a senso unico alternato con semaforo e non può essere percorsa dai mezzi più grandi impiegati nel servizio di trasporto pubblico, sia a causa del peso sia delle dimensioni degli autobus, lunghi circa 12 metri.
Di conseguenza gli studenti sono costretti a seguire il percorso alternativo attraverso la Fondovalle del Noce (Ss 585), transitando dal comune di Trecchina. Una soluzione che comporta un aumento dei tempi di viaggio di circa 25 minuti e un ritardo nell’ingresso a scuola stimato in 15 minuti.
Le famiglie chiedono interventi concreti per garantire il diritto allo studio e ridurre i disagi quotidiani. La società che gestisce il servizio di trasporto tra i comuni calabresi e Maratea ha spiegato che l’unica soluzione ritenuta praticabile sarebbe una deroga che consenta ai propri autobus di transitare sulla Statale 18, destinata però alla chiusura definitiva dal 1° ottobre 2026.
Un’ipotesi che, tuttavia, le istituzioni competenti non ritengono percorribile. Ogni mese di apertura del tratto interessato dalla frana comporterebbe infatti una spesa di circa 110 mila euro per il monitoraggio costante dell’area, oltre alle rilevanti responsabilità legate alla sicurezza.
È stata valutata anche una seconda possibilità: sostituire gli autobus attualmente impiegati con mezzi più piccoli, compatibili con il bypass. La soluzione richiederebbe però l’impiego di otto autobus e un aumento dei costi per carburante e personale che l’azienda considera economicamente insostenibile.
Per le famiglie restano quindi poche alternative. Una di queste è il ricorso al trasporto ferroviario fino alla stazione di Maratea, proseguendo poi con collegamenti su gomma verso gli istituti scolastici. L’altra, considerata la più drastica, è il trasferimento degli studenti in scuole più facilmente raggiungibili, una prospettiva che molti genitori sperano di evitare.






