Dopo il successo di Vinitaly and the City, il Parco archeologico di Sibari inaugura “Vinitaly & the City Follow Up – Il grano che unisce il Sud”, un progetto che per tutto il mese di agosto trasformerà il Parco e il Museo archeologico nazionale della Sibaritide in un luogo di incontro tra archeologia, agricoltura, ricerca, cucina contemporanea e cultura del vino.
Il grano, elemento identitario del Mediterraneo, diventa il filo narrativo che collega Calabria, Campania e Basilicata, mettendo in dialogo biodiversità, tradizione, innovazione e radici storiche del Mezzogiorno. L’iniziativa è promossa dai Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Istituto autonomo del Ministero della Cultura, con il supporto di Arsac, del Consorzio Terre di Cosenza Dop e dell’Ais, e organizzata da Protocollo Costantino ed ErreErre Eventi, sotto l’egida del Luciano Pignataro Wine Blog.
«Anche quest’anno partiamo dall’esperienza di Vinitaly per raccontare il patrimonio enogastronomico della Calabria e dell’intero Sud», afferma il direttore dei Parchi archeologici, Filippo Demma. «La mostra Orghia, dedicata alle dee del grano, mette in relazione mito e produzione moderna. Le attività previste tra Museo e Parco completano questo racconto, mostrando come gesti millenari – pane, pasta, vino – continuino a vivere nella contemporaneità».
Il format degli appuntamenti prevede show cooking, masterclass, talk tecnici dedicati ai grani antichi calabresi e degustazioni guidate dei vini del Consorzio Terre di Cosenza Dop, curate da sommelier professionisti. Un percorso che unisce divulgazione scientifica, cucina d’autore e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio.
Per tutto agosto, Sibari diventerà così un laboratorio culturale dove archeologia, biodiversità e gastronomia dialogano, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che racconta il Sud attraverso i suoi prodotti, le sue storie e le sue tradizioni.






