Tirocinanti. Sindaci della Provincia di Cosenza chiedono tavolo tecnico con Governo, Regione e sindacati

Il sindaco di Cosenza Franz Caruso ha presieduto ieri a Palazzo dei Bruzi un incontro con i Sindaci della provincia per affrontare insieme la delicata vertenza dei tirocinanti calabresi (TIS).

Presenti lavoratori, sindacati e consiglieri regionali.

I Comuni vogliono stabilizzare i tirocinanti – sottolinea Caruso – ma servono risorse certe, deroghe ai vincoli assunzionali e il superamento della scadenza del 31 luglio. Chiediamo subito un tavolo tecnico con Governo, Regione, sindaci e sindacati”.

NOTA STAMPA DEL COMUNE DI COSENZA

I sindaci della provincia di Cosenza sono tornati a riunirsi a Palazzo dei Bruzi per una riflessione aperta sulla vertenza Tis, i tirocinanti di inclusione sociale. All’incontro, presieduto dal primo cittadino di Cosenza, Franz Caruso, hanno partecipato gli stessi lavoratori precari, i consiglieri regionali ed i rappresentanti dei sindacati. Assenti i parlamentari calabresi che, seppur invitati, hanno deciso di non partecipare, evidentemente non interessati al futuro di quattromila famiglie calabresi. Nessuno, infatti, ad eccezione di Anna Lauro Orrico, ha fatto pervenire una dichiarazione o una motivazione per la loro ingiustificabile assenza. Abbiamo a cuore la problematica e riteniamo che tutti i tirocinanti calabresi, ai quali riconosciamo l’importanza del lavoro che svolgono per i nostri enti ed al servizio delle nostre comunità, debbano avere garantito un futuro lavorativo dignitoso e certo. La nostra volontà è, dunque, quella di stabilizzarli, ma i Comuni devono essere messi nella condizione di farlo a tutela degli stessi lavoratori e a favore delle popolazioni amministrate. Per i sindaci la vertenza Tis, oggi più che mai, a pochi giorni dal limite imposto dalla Regione ai Comuni per la stabilizzazione, riveste carattere di urgenza che desta non poche preoccupazioni.

Questo perché il percorso risolutivo tracciato dalla Regione non appare attuabile in quanto l’ente, è evidente, intende chiudere questo bacino di precariato, di cui ha la responsabilità, addossando sui Comuni l’onere della stabilizzazione con risorse inadeguate e insufficienti e, soprattutto, senza garanzia della loro storicizzazione. La Regione, infatti, assegna a ciascuna Municipalità risorse una tantum pari a 54 mila euro che non sono assolutamente sufficienti a coprire i costi di stabilizzazione e di mantenimento in servizio dei Tis. Dal 2029 gli stessi saranno, quindi, a totale carico del bilancio dei Comuni, che non potranno sostenere tale onere in quanto le piante organiche non consentono un simile processo se non attraverso una norma che vada in deroga ai piani assunzionali e del fabbisogno. Dalla riunione è emersa la decisione unanime di chiedere alla Regione di superare la perentoria scadenza del 31 luglio come termine ultimo per poter procedere alla formalizzazione della volontà di stabilizzazione.

Gli stessi Comuni non sono nelle condizioni di poter adottare atti in tal senso per l’assenza di atti formali da parte della Regione che indichino la copertura finanziaria e per l’assenza di deroghe ai vincoli assunzionali degli Enti comunali. Dall’incontro è scaturita anche la necessità di richiedere alla Regione e al Governo centrale l’istituzione di un tavolo tecnico che veda partecipi e protagonisti i sindaci, esautorati sino ad ora nel percorso decisionale intrapreso in merito alla stabilizzazione dei Tis, insieme alla deputazione regionale ed alle le sigle sindacali. Un tavolo tecnico necessario per evidenziare ed analizzare nel merito le problematiche del percorso di risoluzione della vertenza Tis al fine d’individuare misure correttive e per chiedere al Governo centrale la garanzia della storicizzazione delle risorse ed un loro incremento“.

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