Una giornata di mobilitazione in Calabria in occasione dello sciopero generale proclamato dall’Usb. Studenti, lavoratori, docenti, agricoltori, autotrasportatori, piccoli imprenditori e attivisti sono scesi in piazza per contestare il carovita, le politiche economiche del Governo e le risorse destinate al riarmo, chiedendo maggiori investimenti nella sanità, nell’istruzione e nei servizi sociali.
A Cosenza sono stati circa 1.500 i manifestanti che hanno partecipato alla mobilitazione. Il corteo ha raggiunto la rotatoria dello svincolo dell’autostrada A2 del Mediterraneo, provocando disagi alla circolazione e una lunga coda di automobili in uscita. Alcuni manifestanti hanno tentato di raggiungere la rampa di accesso all’autostrada, ma sono stati fermati dalle forze dell’ordine. Si sono registrati alcuni momenti di tensione, senza particolari criticità per l’ordine pubblico. Alla protesta hanno aderito studenti, docenti delle scuole e universitari, agricoltori con i trattori, autotrasportatori, piccoli imprenditori, attivisti e sindacalisti.
A Reggio Calabria circa un migliaio di studenti e lavoratori si sono ritrovati in piazza De Nava per partecipare al corteo organizzato dall’Usb. Presenti anche rappresentanti del sindacato Orsa Porti e del comparto portuale. Durante la manifestazione è stata ribadita la necessità di unire le rivendicazioni del mondo del lavoro e quelle degli studenti. Peppe Marra, dell’Usb Calabria, ha parlato di una crescente rabbia sociale legata alle difficoltà economiche e alle condizioni di vita, sottolineando l’importanza della mobilitazione comune tra lavoratori e giovani. Una ragazza intervenuta durante il corteo ha rivendicato il ruolo degli studenti, affermando che «prima siamo il presente», oltre che il futuro del Paese.
Nel centro storico di Catanzaro circa duecento persone tra studenti e lavoratori, aderenti all’Usb, esponenti di Potere al Popolo, Avs e Arci, hanno sfilato lungo corso Mazzini, dopo il raduno in piazza Matteotti, fino a piazza Prefettura. Gli studenti hanno contestato un sistema che, secondo le loro rivendicazioni, privilegia gli investimenti nelle guerre rispetto alla formazione, alla sanità e alle opportunità per le nuove generazioni. Al centro della protesta anche il caro vita e le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie. Amina Mohamoud Jama, tra le organizzatrici della manifestazione, ha denunciato i tempi di attesa per le visite mediche, che in alcuni casi, secondo quanto riferito, possono arrivare a un anno o più.
Sul fronte dei trasporti, nella prima parte della giornata non si sono registrate cancellazioni di treni in Calabria. I tabelloni delle principali stazioni hanno segnalato soltanto alcuni ritardi, compresi tra cinque e venti minuti, soprattutto sulle tratte a lunga percorrenza. Lo sciopero generale proclamato dall’Usb, che interessava anche il settore dei trasporti, era stato precettato nei giorni precedenti dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.







