Beni per un valore complessivo di circa 500 mila euro sono stati sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia e dalla Questura di Catanzaro a un imprenditore del capoluogo calabrese, attivo nei settori della nautica e della rappresentanza di ricambi industriali, già condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso.
Il provvedimento riguarda due quote societarie, due immobili, due beni mobili, tra cui un’autovettura e un orologio di particolare valore, oltre a rapporti finanziari, polizze vita e altri strumenti patrimoniali. La misura è stata adottata nell’ambito della normativa di prevenzione patrimoniale, sulla base della ritenuta pericolosità sociale dell’uomo, emersa dal suo coinvolgimento in diversi procedimenti penali riconducibili a contesti di criminalità organizzata.
L’imprenditore è stato infatti condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa ed è considerato dagli investigatori una figura organica alla locale di ‘ndrangheta di Cutro, con un ruolo di riferimento per l’articolazione legata alla cosca Bagnato di Roccabernarda.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, l’uomo avrebbe garantito alla consorteria criminale un contributo di natura imprenditoriale operando nell’area di Catanzaro. Gli accertamenti avrebbero evidenziato che, a partire dal 2005, avrebbe guidato un sistema in grado di emettere in maniera sistematica fatture per operazioni inesistenti, mettendole a disposizione di altri imprenditori ritenuti vicini ad organizzazioni mafiose alleate.
L’attività investigativa ha dunque consentito di ricostruire il patrimonio riconducibile all’imprenditore e di disporre il sequestro dei beni ritenuti sproporzionati rispetto alle disponibilità economiche lecitamente dichiarate, per un valore stimato complessivamente in mezzo milione di euro.






