Convention nazionale delle “Città dell’olio” a Corigliano Rossano: firmata la Carta di Calabria

L’eredità più importante della convention nazionale delle Città dell’Olio, in corso a Corigliano-Rossano è la Carta di Calabria.

Per la prima volta la rete dei 560 enti pubblici olivicoli italiani si dota di un documento che tiene insieme una visione di lungo periodo e impegni operativi immediati.

Firmata nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, la Carta rivendica per l’olivicoltura un fondamento costituzionale esplicito: un oliveto curato è la traduzione concreta dell’articolo 9 (tutela del paesaggio e della biodiversità), dell’articolo 4 (il lavoro come fondamento della comunità nazionale) e dell’articolo 32 (la salute come diritto e interesse collettivo, di cui l’olio extravergine — pilastro della Dieta Mediterranea — è presidio quotidiano).

La scelta della Calabria non è stata casuale: la regione, tra le grandi terre dell’olivo italiano, ha il ruolo di laboratorio nazionale delle politiche dedicate all’olivicoltura.

Per tre giorni Corigliano-Rossano ha ospitato il confronto tra amministratori, istituzioni, università e imprese sui grandi temi del settore: governance dei territori, tutela del paesaggio, biodiversità, qualità del lavoro, ricambio generazionale, oleoturismo.

“Il valore economico e in termini occupazionali del settore olivicolo è già di per sé un motivo valido per ritenere il comparto strategico per l’agricoltura italiana – afferma il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, sovranità alimentare e delle foreste Patrizio Giacomo La Pietra – ma come giustamente evidenziato nel collegamento tra la prima Convention Nazionale Città dell’Olio e l’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, c’è anche un valore temporale che contraddistingue il rapporto tra le persone e l’olivicoltura”.

“La Carta di Calabria è la parola che le Città dell’Olio danno al Paese nell’anno degli ottant’anni della Repubblica – spiega il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio Michele Sonnessa. Un oliveto curato è un atto repubblicano, perché tiene insieme il paesaggio, il lavoro e la salute che la Costituzione ci affida“.

“La Carta di Calabria – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo – rappresenta molto più di un documento programmatico: è l’impegno condiviso a costruire una nuova stagione per l’olivicoltura italiana, mettendo al centro i territori, le comunità e il valore del nostro patrimonio olivicolo. La Calabria accoglie questa sfida con la consapevolezza di essere una delle grandi regioni dell’olivicoltura italiana e di poter offrire un contributo concreto alla definizione di politiche innovative capaci di coniugare sviluppo economico, tutela del paesaggio e valorizzazione delle aree interne“.

“Per Corigliano-Rossano è motivo di grande orgoglio aver ospitato un appuntamento destinato a lasciare un segno nelle politiche nazionali dedicate all’olivicoltura“, ha detto il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi.

 

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