Reggio Calabria. Intervento pionieristico al Gom: impiantato per la prima volta un pacemaker senza fili durante una complessa cardiochirurgia

Un intervento definito dal Grande ospedale metropolitano come una vera e propria svolta per la cardiochirurgia internazionale è stato eseguito con successo al Centro Cuore di Reggio Calabria. La procedura, realizzata dall’équipe della Uoc di Cardiochirurgia diretta da Pasquale Fratto, ha riguardato un paziente calabrese di 39 anni, dimesso dopo 15 giorni di degenza.

Si è trattato di un reintervento particolarmente complesso che ha combinato tre procedure di altissima specializzazione: la rimozione di vecchi cateteri di stimolazione impiantati oltre dieci anni fa, il posizionamento di un catetere temporaneo necessario al supporto del ritmo cardiaco e la sostituzione di una protesi tricuspidale gravemente degenerata.

L’elemento che rende il caso unico, secondo quanto riferito dall’ospedale, è stato l’impianto contestuale di un pacemaker bicamerale senza fili (leadless) a visione diretta, effettuato durante l’intervento cardiochirurgico. Una procedura che il Gom definisce mai realizzata prima nel panorama medico internazionale per questa tipologia di intervento.

Nei pazienti giovani già sottoposti a chirurgia valvolare, infatti, la degenerazione delle protesi biologiche rappresenta una complicanza nota che spesso richiede una nuova operazione, generalmente più rischiosa rispetto a quella iniziale. Nel caso del paziente reggino, alla necessità di sostituire la valvola tricuspide si aggiungeva quella di garantire una corretta stimolazione cardiaca.

Per affrontare entrambe le esigenze, la squadra della Cardiochirurgia ha lavorato insieme agli specialisti dell’Elettrofisiologia, Domenico Oriente e Stefano Postorino, e della Cardioanestesia guidata da Eliodoro Cama, scegliendo di utilizzare la tecnologia più avanzata oggi disponibile.

Normalmente i pacemaker senza fili vengono impiantati attraverso procedure percutanee. In questo caso, invece, il dispositivo è stato posizionato direttamente sotto visione chirurgica durante la sostituzione della valvola tricuspide, dopo la rimozione dei precedenti elettrodi. Una soluzione che, secondo il Grande ospedale metropolitano, non trova precedenti documentati nell’ambito della cardiochirurgia su valvola tricuspide associata all’estrazione transvenosa di elettrodi.

Il risultato ottenuto dal Centro Cuore del Gom rappresenta un importante traguardo clinico e tecnologico, confermando il ruolo della struttura reggina tra le realtà sanitarie impegnate nello sviluppo di procedure innovative ad alta complessità.

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