Si alza la tensione politica attorno alla riforma del Trasporto pubblico locale (Tpl). I consiglieri regionali di opposizione hanno diffuso una nota congiunta nella quale criticano l’ipotesi di ricorrere alla questione di fiducia per approvare il provvedimento e invitano il presidente della Regione Roberto Occhiuto a discutere il testo direttamente nell’aula di Palazzo Campanella.
Secondo i rappresentanti delle minoranze, la decisione di blindare la riforma sarebbe legata alle difficoltà della maggioranza nel raggiungere i numeri necessari per l’approvazione del provvedimento. Al centro delle critiche vi è anche la posizione del consigliere Domenico Giannetta, indicata come uno degli elementi che contribuirebbero a rendere più complesso il percorso della proposta.
“Leggiamo con stupore le dichiarazioni del presidente Occhiuto sulla volontà di blindare la riforma del trasporto pubblico locale (Tpl) ricorrendo alla questione di fiducia. Un vero e proprio cortocircuito politico: la maggioranza sa benissimo di non avere i 21 voti necessari, complice anche la posizione del consigliere Domenico Giannetta, e lo stesso Occhiuto arriva a dichiarare che sarà lui per primo a non votare la sua stessa riforma. Un atteggiamento paradossale e irresponsabile“.
Per le opposizioni, una riforma destinata a incidere su un settore strategico per la mobilità regionale dovrebbe essere affrontata attraverso un confronto istituzionale aperto, senza scorciatoie procedurali.
“Siamo al paradosso. Occhiuto pretende di imporre una legge cruciale per centinaia di migliaia di calabresi (studenti, lavoratori, famiglie e imprese) sottraendola al confronto democratico, salvo poi rifiutarsi persino di metterci la faccia, non votandola ma pretendendo la votino gli altri. A chi vuole darla a bere il presidente Occhiuto? Se si arriva all’utilizzo di questi mezzucci, significa che il primo a non credere nella propria proposta e alla propria maggioranza è proprio Occhiuto“.
Nella nota viene evidenziata anche la questione relativa al bando europeo per il Tpl su gomma, i cui termini vengono ritenuti particolarmente delicati. Le minoranze sostengono che eventuali ulteriori ritardi potrebbero esporre la Calabria a conseguenze significative sul piano amministrativo e finanziario.
“A questa debolezza politica si aggiunge una gestione gravissima, visto che i termini per la presentazione del bando europeo per il Tpl su gomma sono in scadenza. È evidente ci sia una chiara volontà della giunta e della sua maggioranza di rinviare e non pubblicare la gara, esponendo consapevolmente la Calabria a una pesante procedura d’infrazione europea e al taglio dei fondi nazionali destinati al trasporto pubblico locale, oltre a perpetuare un enorme disservizio a scapito dei cittadini“.
I consiglieri di opposizione ribadiscono quindi la richiesta di una discussione approfondita in Consiglio regionale, invitando il governatore a confrontarsi nel merito del testo.
“Le riforme e la programmazione seria non si fanno con la paura del voto, con i ricatti. Noi dell’opposizione siamo pronti a sfidare il Presidente in aula. Occhiuto venga in Consiglio regionale, discuta la proposta articolo per articolo e risponda alle critiche davanti ai calabresi. Se sceglie la via della forza, sappia che non saremo complici di questo blitz. Ricorrere alla fiducia significa rischiare di mandare la Calabria al voto a distanza di appena un anno dalle ultime elezioni, solo per risolvere le beghe interne alla sua maggioranza“.
La presa di posizione si conclude con un invito al presidente della Regione ad assumersi le responsabilità politiche delle scelte che saranno compiute nelle prossime settimane.
“Se Occhiuto intende imboccare questa strada, se ne assuma la piena responsabilità davanti ai cittadini, senza cercare alibi o scaricare colpe sull’opposizione. La Calabria ha bisogno di trasparenza, di servizi funzionanti e di gare nei tempi dovuti, non di teatrini e giochetti d’aula“.
La dichiarazione è sottoscritta dai consiglieri regionali Ernesto Alecci, Rosellina Madeo, Giuseppe Ranuccio e Giuseppe Falcomatà del Partito democratico; Ferdinando Laghi ed Enzo Bruno di Tridico Presidente; Elisabetta Maria Barbuto ed Elisa Scutellà del Movimento 5 Stelle; Francesco De Cicco dei Democratici Progressisti Meridionalisti e Filomena Greco di Casa Riformista-Italia Viva.






