Riace. Oliverio denuncia: «Forzatura ai danni del Comune, si rispetti la volontà popolare»

Una presunta forzatura istituzionale ai danni del Comune di Riace e dell’amministrazione guidata da Mimmo Lucano. A denunciarla è Mario Oliverio, ex presidente della Regione Calabria, che interviene sulla vicenda della mancata surroga di un consigliere comunale dimissionario e sulla successiva nomina di un commissario ad acta da parte della Prefettura di Reggio Calabria per procedere all’approvazione del rendiconto 2025.

Secondo Oliverio, la priorità avrebbe dovuto essere il ripristino della piena composizione del Consiglio comunale, attraverso la surroga del consigliere dimissionario con il primo dei non eletti della stessa lista. L’assemblea, infatti, si troverebbe attualmente priva del plenum e, di conseguenza, impossibilitata a raggiungere la maggioranza necessaria per deliberare. Una situazione che, secondo quanto ricostruito dall’ex governatore, sarebbe stata aggravata dalla divisione paritaria dei voti in Consiglio, con cinque favorevoli e cinque contrari, che avrebbe impedito di considerare acquisita la presa d’atto delle dimissioni.

Oliverio richiama il Testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000) e, in particolare, le disposizioni relative agli interventi sostitutivi in caso di inerzia degli enti locali. Nel suo intervento cita anche l’articolo 136 del TUEL, sostenendo che si sarebbe dovuto procedere prioritariamente al reintegro dell’organo collegiale, prima di intervenire sull’approvazione degli atti finanziari. A sostegno della propria posizione richiama anche il precedente del Comune di Taurianova.

Da qui le domande rivolte direttamente al Prefetto di Reggio Calabria: «Perché tutto questo a Riace non è avvenuto? Per quale motivo non si è provveduto a reintegrare il consigliere dimissionario?». Per Oliverio, nominare un commissario per il rendiconto senza aver prima ricomposto il Consiglio rischierebbe di innescare un percorso che potrebbe portare allo scioglimento dell’assemblea per la mancata approvazione del documento contabile.

L’ex presidente della Regione parla di una «inammissibile forzatura» e di un «palese abuso», collegando la vicenda anche ai precedenti tentativi di scioglimento legati all’applicazione della legge Severino, che, ricorda, sarebbero stati frenati dall’intervento della Corte di Cassazione.

La questione, secondo Oliverio, non riguarda soltanto una procedura amministrativa, ma investe il rispetto del voto espresso dai cittadini e il ritorno di Mimmo Lucano alla guida del Comune. Da qui la richiesta di un approfondimento da parte della Prefettura e l’invito ad accendere l’attenzione delle istituzioni parlamentari sulla vicenda, prima che vengano adottati provvedimenti che, a suo giudizio, rischiano di alterare la volontà popolare.

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