MedSalute a Catanzaro. Occhiuto: “servono più risorse perché sono aumentati i bisogni di salute”

Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha aperto questa mattina a Catanzaro MedSalute 2026 – “Economia e Salute. La sfida della sostenibilità nel Mezzogiorno“, la due giorni promossa da Motore Sanità, Regione Calabria e Fiaso – Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere, dedicata al governo della salute nelle Regioni meridionali.

Un confronto che coinvolge Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, chiamate a condividere criticità, modelli organizzativi, esperienze e buone pratiche, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e trasferibili.

Al centro della prima giornata la sostenibilità economica e organizzativa del Servizio sanitario nazionale, la prossimità delle cure, l’innovazione tecnologica, le liste d’attesa, le politiche del farmaco, la prevenzione, la salute mentale e la riorganizzazione dell’assistenza territoriale.

«Diciassette anni di commissariamento – ha detto Occhiuto – hanno prodotto un sistema frammentato, con aziende trasformate in monadi, grumi di potere professionale e amministrativo e una sanità priva di un governo unitario. Abbiamo trovato una situazione disastrosa, con bilanci che non venivano chiusi da dodici anni. Oggi abbiamo bilanci certificati, Azienda Zero e una squadra che sta provando, con grande difficoltà, a riformare il sistema. Se a livello internazionale si discute di agganciare al Pil la spesa per la difesa, non sarebbe sbagliato fare altrettanto per la sanità. Servono più risorse perché sono aumentati i bisogni di salute, la popolazione invecchia, crescono le cronicità e le nuove dipendenze, mentre si sta sviluppando un’epidemia poco raccontata che riguarda la salute mentale, soprattutto tra i giovani. Avrei voluto maggiore coraggio sulle Case e sugli Ospedali di comunità – ha aggiunto il Presidente della regione. In Calabria abbiamo sottoscritto un accordo con i medici di medicina generale, che hanno dimostrato grande responsabilità. Su questo terreno, però, tutte le forze politiche hanno spesso paura di scontentare le corporazioni. Così, alla fine, si scontentano i cittadini e in sanità si paga un prezzo altissimo».

 

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